info @ scuoladimeditazione.com - Ottobre 11, 2006!!

Alle radici della mindfulness
MEDITAZIONE
LA FONTE DEL BENESSERE

 "La meditazione presuppone alcune cose essenziali, qualsiasi sia il metodo usato: queste cose sono comuni a tutti.
La prima: uno stato d'animo rilassato:  non lottare con la mente, non controllare la mente, non concentrarti.
La seconda: limitati ad osservare con la tua consapevolezza rilassata qualsiasi cosa accada, senza interferire.
La terza: osserva la mente in silenzio, senza giudizio, senza critiche.

Queste sono le tre cose: Rilassamento, Osservazione, Assenza di Giudizio e, piano piano, su di te scendera' un profondo silenzio."  Osho

Le Meditazioni Attive

Otto sono le tecniche di Meditazioni Attive create da Osho, comprendono almeno una fase attiva, per esempio danza, respiro, rilascio verbale, corsa, riso, pianto, gridare ecc. questi stadi ti portano in modo naturale ad una più profonda fasi di rilassamento passivo. Questi otto metodi sono conosciuti come Dinamica, Kundalini, Devavani, Nataraj, Nadabrahma, Mandala e Gurishankar, No Dimensions.



COSA E' LO STRESS:

Gli stati di tensione, muscolare, emotiva psicologica, sensoriale: in una parola - lo stress - è qualcosa che tutti noi conosciamo e condividiamo. Ci impediscono di essere lucidi, sani e consapevoli: un ostacolo alla meditazione; stare seduti per venti minuti, con gli occhi chiusi e tentare di fermare i nostri pensieri incessanti, le nostre emozioni e il nostro corpo irrequieto, è quasi impossibile. In effetti, cercare di rilassarsi crea ancora più tensione, poiché siamo in lotta con noi stessi. Ne consegue un senso di frustrazione e la convinzione che “la meditazione può funzionare per gli altri, ma non per me!”

Attraverso questi metodi Attivi si imparare a ridurre al minimo lo stress per rilassarci e rivolgersi all’interno di noi stessi e trovare tranquillità e pace.

Osho fa presente che: " La Kundalini” non è realmente una meditazione, è solo una preparazione.
Preparate il vostro strumento. Quando è pronto, potete rimanere in silenzio; allora la meditazione ha inizio, quando siete semplicemente lì. Vi siete svegliati saltando, ballando, respirando, gridando; questi sono tutti i modi per rendervi un po’ più attenti di quanto non lo siate abitualmente. Quando siete attenti, allora c’è attesa.
“ L’attesa è meditazione…. Attesa con attenzione piena. Allora arriva, discende su di voi, vi circonda, gioca attorno a voi, vi ripulisce, vi purifica e vi trasforma.”

“ Naturalmente all’inizio bisogna cominciare. Voi fate una tecnica al mattino e talvolta alla sera e poi ve la dimenticate. Anche questo è utile ma non è ancora meditazione; è ancora un fare. Non è diventato ancora parte del vostro essere. Non è come respirare. Potete respirare al mattino e poi non farlo più? La meditazione deve diventare come il respiro, essere continuamente con voi. E arriva il momento in cui diventa anche più profonda del respiro.
“ La meditazione è più profonda del respiro perché il respiro è legato al corpo. La meditazione non appartiene al corpo. Appartiene al seme, al vero centro attorno a cui il corpo gira. Il corpo è proprio come una ruota.
“ Il respiro è necessario per il corpo, la meditazione è necessaria per l’anima. Senza respirare il corpo morirebbe; senza la meditazione voi siete come morti, cioè, l’anima è morta.”

Questa Scuola di Meditazione fonda il suo insegnamento sulle tecniche attive, preparando gli allievi alla loro comprensione teorica e pratica.

 

Una domanda sulla meditazione
Osho, è possibile meditare senza alcuna tecnica?

La domanda che hai posto è sicuramente di grande importanza perchè la meditazione in sè stessa non necessita di tecniche. Ma le tecniche sono necessarie per rimuovere gli ostacoli sulla strada della meditazione.

Deve essere capito molto chiaramente: la meditazione in se stessa non necessita di alcuna tecnica, è pura comprensione, è essere svegli, consapevoli. Non sono tecniche nè l'essere svegli, nè l'essere consapevoli. Ma sul percorso del diventare
svegli, ci sono tantissimi ostacoli. Per secoli l'uomo ha accumulato quegli ostacoli - devono essere rimossi.
La meditazione in sè stessa non può rimuoverli, sono necessarie alcune tecniche.

Pertanto, lo scopo delle tecniche è preparare il terreno, preparare la strada, il passaggio. Le tecniche in sè stesse non sono la meditazione. Se ti fermi alle tecniche hai perso il punto. J. Krishnamurti ha insistito per tutta la sua vita sul fatto che non ci sono tecniche per la meditazione. E il risultato finale non è stato che milioni di persone hanno raggiunto la meditazione; il risultato finale è stato che milioni di persone si sono convinte che nessuna tecnica è necessaria per la meditazione. Ma hanno dimenticato completamente ciò che avrebbero potuto fare rispetto agli ostacoli. Per cui si sono convinti intellettualmente che non è necessaria alcuna tecnica.

Ho incontrato molti seguaci di J. Krishnamurti, molto vicini a lui, e ho detto loro: "Non è necessaria alcuna tecnica - sono completamente d'accordo. Ma avete raggiunto lo stato di meditazione voi o chiunque altro abbia ascoltato J.Krishnamurti?" Sebbene ciò che dice è fondamentalmente vero, egli dice solo la parte positiva dell'esperienza. Ma c'è anche una parte negativa. E per questa parte negativa sono necessari tutti i tipi di tecniche - sono assolutamente necessari -
perchè fino a quando il terreno non è ben preparato e tutte le erbacce e le radici selvatiche non sono strappate dal terreno, non puoi far crescere rose e fiori bellissimi. Le rose non hanno niente a che fare con quelle radici, con le piante selvatiche che hai rimosso. Ma rimuovere quelle erbacce è assolutamente necessario affinchè il terreno possa essere nella condizione giusta per la fioritura delle rose.

Mi chiedi: "E' possibile meditare senza alcuna tecnica?" Non solo è possibile, è l'unica possibilità. Non è necessaria alcuna tecnica- per quanto riguarda la meditazione. Ma che cosa ne fai della tua mente? La tua mente creerà mille e una
difficoltà. Queste tecniche sono necessarie per rimuovere la mente dal cammino, per creare uno spazio in cui la mente diviene quieta, silenziosa, quasi assente. Allora la meditazione avviene da sola.

Non è questione di tecnica. Non devi fare nulla. La meditazione è qualcosa di naturale, qualcosa che è già nascosta dentro di te e sta cercando di trovare la sua strada per raggiungere il cielo aperto, il sole, l'aria. Ma la mente la circonda
da tutte le parti; tutte le porte sono chiuse, tutte le finestre sono chiuse. Le tecniche sono necessarie per aprire le finestre, per aprire le porte. E immediatamente tutto il cielo ti è disponibile, con tutte le sue stelle, con tutta la sua bellezza, con le sue albe e i suoi tramonti. Solo una piccola finestra ti teneva separato.... una semplice pagliuzza può entrare nel tuo occhio e impedirti di vedere il vasto cielo perchè non puoi aprire i tuoi occhi. E' completamente illogico che una semplice pagliuzza o un granello di sabbia ti possano impedire di vedere le grandi stelle, il cielo infinito. Ma in effetti possono, lo fanno. Le tecniche sono necessarie per rimuovere quelle pagliuzze, quei granelli di sabbia dai tuoi occhi. E la meditazione è la tua natura, è il tuo reale potenziale. E' un altro nome per indicare il tuo essere sveglio. Meditazione è semplice consapevolezza senza alcuno sforzo, un essere all'erta senza sforzo; non necessita di alcuna tecnica. Ma la tua mente è piena di pensieri, di sogni, del passato, del futuro, - non è qui e ora, e consapevolezza è essere qui
e ora. Le tecniche sono necessarie per aiutarti a tagliare le tue radici nel passato, a tagliare i tuoi sogni sul futuro, ed a tenerti in questo momento, come se esistesse solo questo momento. Allora non ci sarà più bisogno di alcuna tecnica.

La vita è un affare complicato. Ci sono buone e cattive notizie. La buona notizia è che non c'è bisogno di alcuna tecnica, ma la cattiva notizia è che senza tecnica non puoi raggiungere la meditazione.

La meditazione è il solo contributo che l'Oriente abbia dato all'umanità. L'Occidente ha contribuito in molte direzioni: migliaia di invenzioni scientifiche, l'immenso progresso della medicina, scoperte incredibili in tutte le dimensioni della vita.

Tuttavia, quest'unico contributo dato dall'Oriente ha molto più valore di tutti i contributi dell'Occidente.

L'Occidente sì è arricchito, possiede tutte le tecnologie che gli permettono di essere ricco. L'Oriente si è impoverito, è immensamente povero, perché ha cercato una sola cosa: il proprio essere interiore. La sua ricchezza non è qualcosa di visibile; tuttavia, ha conosciuto i picchi più alti della beatitudine e i più grandi abissi del silenzio; ha conosciuto l'eternità della vita; ha conosciuto la più bella fioritura di amore, compassione, gioia. Tutto il suo genio è stato dedicato a un'unica ricerca: si può chiamarla estasi.

La meditazione è solo una tecnica per raggiungere lo stato dell'estasi, lo stato di ebbrezza divina. E' una tecnica semplice, ma la mente la rende molto complicata. La mente deve renderla molto complicata e difficile, in quanto le due realtà non possono coesistere. La meditazione è la morte della mente; naturalmente, la mente si oppone ad ogni sforzo teso verso la meditazione.

E se perseveri, senza ascoltare la mente, essa è abbastanza intelligente e furba da darti false direzioni e dare loro il nome di meditazione.


La meditazione inizia con l'essere separati dalla mente, dall'essere un testimone. Questo è l'unico modo di separarti da qualsiasi cosa; se stai guardando la luce, una cosa è naturalmente certa: tu non sei la luce, sei uno che guarda la luce. Se stai guardando i fiori, una cosa è certa: tu non sei il fiore, sei colui che osserva.

Quindi, l'osservazione è la chiave della meditazione. Osserva la tua mente. Non fare nulla; nessuna ripetizione di mantra, nessuna ripetizione del nome di Dio. Limitati a osservare qualsiasi cosa faccia la mente. Non disturbarla, non prevenirla, non reprimerla; non fare assolutamente niente in prima persona. Limitati a essere un osservatore. E il miracolo dell'osservare, è meditazione. Allorché ti limiti a osservare, pian piano la mente si svuota di pensieri. Ma non ti addormenti, al contrario divieni più sveglio, più consapevole. E con lo svuotarsi della mente, la tua energia diviene una fiamma di risveglio. Questa fiamma, è il risultato della meditazione; per cui, si può dire che la meditazione è un altro nome per designare l'osservazione, l'essere testimone, il guardare libero da qualsiasi giudizio, e da qualsiasi valutazione.

E' sufficiente osservare, e immediatamente si esce dalla mente. Colui che osserva, non è mai parte della mente. E via via che l'osservatore mette radici e si rafforza, la distanza tra chi osserva e la mente diventa sempre più grande. Ben presto, la mente è così lontana che fai fatica a percepirne l'esistenza: è una semplice eco in una valle lontana... e alla fine, persino quell'eco scompare. Questo è "il dissolversi" della mente, senza sforzo alcuno da parte tua, senza usare nessuna forma coercitiva nei confronti della mente: la si lascia semplicemente morire, di morte naturale.

Allorché la mente è assolutamente assente -- se n'è andata del tutto, e non la riesci più a trovare da nessuna parte --- per la prima volta, diventi consapevole di te stesso, perché la stessa energia che era assorbita dalla mente, non trovandola più, si ribalta su se stessa.

imitatevi ad osservare la mente, come se non fosse altro che uno scorrere di pensieri, nell'ora di punta, o un film, oppure uno spettacolo televisivo: voi non siete altro che osservatori neutrali.

Questa è la disciplina; e se questa disciplina viene completata, diventa facilissimo osservare: e l'osservazione è meditazione.

Grazie all'osservazione, la mente e i pensieri scompaiono. E il momento più estatico, si ha quando ti ritrovi pienamente all'erta, senza che esista in te un singolo pensiero... ma solo il cielo silente del tuo essere interiore.

Questo è il momento in cui l'energia si volge all'interno: questa inversione è improvvisa, è repentina! E quando l'energia si volge all'interno, porta con sé una gioia infinita, una delizia orgasmica.

All'improvviso, la tua consapevolezza diventa ricchezza allo stato puro, perché l'energia è il nutrimento della tua consapevolezza. L'energia che ritorna indietro, crea praticamente una fiamma del tuo essere. Tutt'intorno vedi pura luce... silenzio, silenzio totale... e un'immensa centratura. Ora sei nel centro stesso del tuo essere.

Al momento giusto, quando sei esattamente centrato... l'esplosione. Questa esplosione, è ciò che chiamiamo illuminazione.

L'illuminazione ti porta tutti i tesori del mondo interiore, l'assoluto splendore.

E' il solo miracolo che esista al mondo: conoscere se stessi ed essere se stessi, e sapere che si è immortali. Si è al di là del corpo, al di là della mente. Si è pura consapevolezza.

Quindi, la disciplina è un semplice sostegno, la cosa essenziale è l'essere testimoni, osservare -- questo è meditazione.

Se vuoi capire cosa sia esattamente la meditazione... Gautama il Buddha è il primo uomo che sia arrivato a darne l'esatta definizione: egli la chiama "essere testimoni". Impara ad essere un testimone da Gautama il Buddha. E da Patanjali impara la disciplina che può essere d'aiuto per meditare. In questo modo, lo yoga e la meditazione possono diventare una sintesi. Lo yoga è una disciplina -- un semplice sostegno esteriore -- il cui aiuto è immenso, ma non assolutamente necessario. Mentre Gautama il Buddha ha dato al mondo la cosa veramente fondamentale e la più essenziale: l'essere testimoni, come meditazione.

La tua domanda non potrà avere una risposta fino a quando non muoverai i primi passi sul sentiero; fino ad allora, tornerai a chiedere: "Che cos'è la meditazione?" La mia semplice spiegazione non è sufficiente: dovrai camminare lungo il sentiero...

Tratto da: Osho
Oltre le Frontiere della mente.